NATO IL 4 LUGLIO
Il 4 luglio è una data precisa, per noi italiani; è la data di nascita di Giuseppe Garibaldi, l’Eroe dei Due Mondi. Mentre la data della sua morte, il 2 giugno , viene ricordata soprattutto come Festa della Repubblica, il 4 luglio è pressoché dimenticata. Giuseppe Garibaldi nacque a Nizza da una famiglia di origini liguri il 4 luglio 1807, nell’attuale Quai Papacino, in un periodo in cui la contea di Nizza appartenente al regno di Sardegna, era sotto occupazione francese in seguito alla battaglia di Marengo.
Patriota, inizia a lavorare nella Marina Mercantile come mozzo nel 1822. Nominato Capitano marittimo il 27 febbraio 1832, Comandante del “Nostra Signora delle Grazie”, fu insignito delle maggiori onorificenze, due medaglie quali: Maggior Generale Giuseppe Garibaldi al Valor Militare, una Croce di Grand’Ufficiale dell’Ordine Militare d’Italia ed una Medaglia d’Oro al Valor Militare. Un grande uomo, un grande marinaio, un Generale che si è battuto per l’Italia e per la libertà dei popoli oppressi.
È anche per questo che la sezione di Ravenna, con le associazioni che si richiamano al Risorgimento, ha voluto ricordare questa data organizzando in suo onore un concerto con la Fanfara dei Bersaglieri dell’Associazione Nazionale Bersaglieri Cap. Galli di Ravenna, al Capanno Garibaldi, uno dei luoghi simbolo del Risorgimento in Romagna. Per l’evento è intervenuta la Prof.ssa Fulvia Missiroli e al termine del concerto è stata offerta a tutti i presenti la pizza “Pissaladiere”, la focaccia nizzarda amata da Garibaldi conosciutissima in Liguria. Giuseppe Garibaldi è stato ed è ancora oggi un Mito.
Tantissimi aneddoti da raccontare e svelare in questo incontro di festa per Garibaldi fra cui anche quello del quattordicenne e futuro poeta Olindo Guerrini che fu ammaliato nell’incontro con il mito-Garibaldi. Un incontro speciale fu nell’anno 1859 e Guerrini si trovava nel Collegio dei Nobili a San Michele e sulla via Faentina videro transitare alcune carrozze. Era Garibaldi che tornava dal recupero delle spoglie di Anita: “Quel benedetto uomo aveva la virtù di mettere zolfo bollente nelle vene del prossimo solo col nome… Correvamo nel polverone dietro alle carrozze gridando Viva Garibaldi ed egli salutava colla mano e rideva, oh, ma rideva di gusto!”. “La mattina dopo, sparita la disciplina, sassate nei vetri con i Superiori che scapparono in fretta…”, furono puniti tutti e Olindo Guerrini fu mandato a finire gli studi a Torino, per volere della famiglia. (A.B.)

